La mia generazione non gioca

Gaber scrisse che la sua generazione aveva perso. Lui diceva di far parte di una razza in estinzione. La generazione del Sessantotto infatti ha perso. Doveva essere la rivoluzione, l’amore libero, gli hippy, droga, il popolo che rovescia i padroni. Siamo diventati un popolo indifferente e moscio. Che non si interessa a nulla, che può essere sopraffatto, controllato, guidato quasi senza sforzo.

Perché se la generazione di Gaber a perso, la mia generazione non gioca. Non ha proprio voglia di partecipare. Preferisce stare in tribuna, a guardare la partita (perché qualche pazzo ostinato c’è sempre, anche quello parte di una razza in estinzione), applaudendo o insultando. L’indifferenza regna. Ma quella partita è il nostro mondo, la nostra vita. La mia generazione non gioca, siamo i figli falliti di un cambiamento fallito, quello della generazione del Sessantotto. E il sogno è che quella generazione che ci ha illuso e poi distrutto le nostre esistenze appattandosi con il potere finisca come quella precedente: appesa a testa in giù, sconfitta da una generazione che finalmente si è sollevata.

La produzione è di Loopin, quasi un cross-over.

Testo di “La mia generazione non gioca”

La mia/ generazione non ha perso/ come quella di Gaber/ e quel che pensa è denso/ come un testo di Faber/ non riesce a esprimerlo penso/ ma in fondo è normale/ è che non ha perso/ non vuole partecipare/ e voi/ giornalisti imbarazzanti/scribi schiavi dei potenti/ci parlate di valori/ e noi vuoti e arroganti/ ma gli ideali che predicate/ siete Voi ad averli persi/ e se Paolo Straccio fa la lotta di sinistra/ poi attacca De Mita da destra/scivola nei CL con quella cazzo di rivista/dirige i tg di regime/chi ci insegna la coerenza?/ il sessantotto è fallito avete lasciato la strada/ disinteressati a tutto/ come Duchamp e i Dada/ un mondo nuovo/ ma quello vecchio vi aggradava/ vi siete venduti col sorriso/ al diavolo che veste prada/

La mia/ generazione non gioca/cerca luce in fondo al tunnel/ ma è sempre più fioca/ una/ soluzione la invoca/ tra il bianco e il nero/ se deve scegliere sfoca/ La mia/ generazione non gioca/ sta fissa in tribuna/ e alla fine non gioca/ e non c’è/ rivolta o fumo nell’aria/ non c’è niente che la mia/ generazione la infuoca/

Ti alzi tardi dal letto/ ancora a casa dei tuoi/ lo stipendio ti sta stretto/ è una vita da insetto/ e un mutuo maledetto è impossibile/ con un contratto a progetto/ Fanno leggi alla casta per rimandare la galera/ è l’inverno dello Stato/ e non è prevista primavera/ solo fumo negli occhi nei tg della sera/ qui la giustizia è più introvata della porta della tredici nera/ la storia segue i suoi miti/ un regime ha un solo partito/ questo governo fa liti/ il nostro bilancio è fallito/ la speranza e nei siti/ o in un reame agguerrito/ ma siamo i figli falliti di un cambiamento fallito/voglio aria o mollo/ se la droga è controllo/ l’astinenza è rivoluzionaria/ ma siamo molli siamo a 100 di slump flow/ una tribù di occhi rossi che non correggi con Photoshop

La mia/ generazione non gioca/cerca luce in fondo al tunnel/ ma è sempre più fioca/ una/ soluzione la invoca/ tra il bianco e il nero/ se deve scegliere sfoca/ La mia/ generazione non gioca/ sta fissa in tribuna/ e alla fine non gioca/ e non c’è/ rivolta o fumo nell’aria/ non c’è niente che la mia/ generazione la infuoca/

La tua/ generazione ha perso Giorgio/ fallito il grande cambiamento/ ve lo siete giocato puntando/ le jeux sont faits/ il dado è tratto/ avete firmato il contratto/ il mondo nuovo è distrutto/ i vostri culti di Iside/ le vostre serate acide/ qualsiasi cosa per non piangere la caduta di Atlantide/ ma la mia/generazione non gioca/ sta fissa in tribuna/ e alla fine non gioca/ e se gioca/ lo fa in campionati stranieri dove la paga è più buona/ dove la vita funziona/ dove i capi non corrono dietro a qualche battona/ e io?/ io resto, del resto sogno la rivolta/ in questo palinsesto/ calpesto qualche testo che sogno/ ho come un sesto senso/ l’ho già visto come un deja vu/ la mia generazione sollevata/ la vostra appesa a testa in giù

La mia/ generazione non gioca/cerca luce in fondo al tunnel/ ma è sempre più fioca/ una/ soluzione la invoca/ tra il bianco e il nero/ se deve scegliere sfoca/ La mia/ generazione non gioca/ sta fissa in tribuna/ e alla fine non gioca/ e non c’è/ rivolta o fumo nell’aria/ non c’è niente che la mia/ generazione la infuoca/

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Art Director a Linea di Confine
Zorba fa rap a Brescia dal 1999, dal 2001 con la crew BCK. Con il gruppo Oceano delle Tempeste (Neko, Zorba e 2funk) ha pubblicato nel 2001 "Schiena vs Schiena". Da solista gli album "Musiche da Atlantide" (2005), "Prima legge di Murphy" (2007) e "Io dissento (Storia di un impiegato)" (2009) con lo pseudonimo di na1ke. Partecipa ai primi 4 volumi della compilation di hip hop bresciano Made in Brescia. Nel 2013 incontra Loopin e conosce Supa Kala, El Veterano e Bert, dal quale nasce il progetto SONS OF BABEL. Nel 2015 esce il suo ultimo album, Sogni fatti a mano.
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